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La ExxonMobil annuncia un programma sui biocarburanti di prossima generazione

Texas - 14 Luglio 2009

La ExxonMobil Research ha siglato una collaborazione con la SGI per la ricerca e lo sviluppo di biocarburanti avanzati da alghe fotosintetiche, compatibili con la benzina e il gasolio di oggi.

Nell'ambito di questo programma, la ExxonMobil prevede un investimento di oltre 600 milioni di dollari che rappresenta un importante tassello che va ad aggiungersi al continuo impegno della società per lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia che contribuiscano a vincere le sfide energetiche mondiali.

"Sebbene siano ancora necessari tanto lavoro e anni di ricerca e sviluppo, se avremo successo, i carburanti derivati dalle alghe potrebbero contribuire a soddisfare la crescita della domanda mondiale di carburanti per il trasporto, riducendo al contempo le emissioni di gas a effetto serra," ha dichiarato il Senior Vice President della ExxonMobil.

La ExxonMobil ha investito oltre 1.5 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni in attività che migliorano l'efficienza energetica e riducono le emissioni di gas a effetto serra. Esse includono lo sviluppo di tecnologie per migliorare l'efficienza delle autovetture, come ad esempio rivestimenti interni per pneumatici che mantengono a lungo la corretta pressurizzazione, lubrificanti avanzati per ridurre i consumi e plastiche leggere per componenti dell'auto. Inoltre, la società sta svolgendo attività di ricerca per migliorare l'efficienza dei motori, ha sviluppato una membrana separatrice per batterie a ioni di litio per veicoli ibridi ed elettrici e sostiene la ricerca avanzata per il progresso degli studi nel campo dell'energia solare, dei biocarburanti e della cattura e stoccaggio del carbonio.

Emil Jacobs, Vicepresidente del settore Ricerca e Sviluppo della ExxonMobil,  ha aggiunto: "Dopo studi approfonditi, abbiamo constatato che  le potenzialità e i benefici dei biocarburanti derivati dalle alghe potrebbero essere significativi. Tra questi,  la disponibilità della luce solare e l'anidiride carbonica utilizzata per coltivare le alghe fotosintetiche potrebbero produrre effetti positivi sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. La coltivazione delle alghe non necessita di acqua dolce nè di terreni coltivabili utilizzati per la produzione alimentare. E, non ultimo, le alghe hanno il potenziale di produrre grandi volumi di oli che possono essere lavorati nelle raffinerie oggi esistenti per produrre carburanti compatibili con le attuali tecnologie e infrastrutture per il trasporto.

 

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